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Impianto fotovoltaico: pianificazione passo per passo

Un impianto fotovoltaico è un investimento che accompagna l’edificio per decenni. La fase di progettazione determina rendimento, convenienza economica e soddisfazione a lungo termine. Chi si pone le domande giuste in anticipo e procede in modo sistematico evita errori costosi e sfrutta appieno il potenziale del proprio tetto.

Questo articolo La guida passo per passo nel processo di pianificazione – dalla prima valutazione del tetto al dimensionamento, fino alla scelta dell’impresa installatrice. Con queste indicazioni può prendere decisioni informate e sapere davvero su cosa concentrarsi.


Passo 1: Il Suo tetto è adatto?

Non tutti i tetti sono ugualmente idonei al fotovoltaico. Prima di entrare nella progettazione di dettaglio occorre verificare che i requisiti di base siano soddisfatti.

Stato del tetto e statica

Un tetto in buone condizioni è imprescindibile. I moduli fotovoltaici hanno una vita utile di 25–30 anni: intervenire sulla copertura dopo l’installazione è complesso e costoso. Verifichi:

  • Copertura: Il tetto è a tenuta? Le tegole, le lastre o la guaina bituminosa sono in buono stato?
  • Età della membrana di copertura: Per guaine bituminose o manti sintetici oltre 15 anni conviene valutare un rifacimento prima del montaggio
  • Statica: Un modulo pesa in genere 18–22 kg, a cui si aggiungono struttura di fissaggio e carico neve. Per edifici datati è consigliabile una verifica statica da parte di un tecnico abilitato (ingegnere/strutturista)

Superficie e orientamento del tetto

La superficie disponibile determina la potenza massima installabile. In media servono circa 5–6 m² di tetto per ogni kWp di potenza. Un tetto di 40 m² consente quindi circa 7–8 kWp.

L’orientamento influisce in modo significativo sulla produzione annua:

Orientamento Inclinazione Rendimento (rispetto a Sud)
Sud 30–35° 100%
Sud-Est/Sud-Ovest 30–35° 95–98%
Est/Ovest 30–35° 85–90%
Nord qualsiasi 60–70% (di solito poco conveniente)

I tetti esposti a Sud sono ideali, ma anche i tetti Est-Ovest sono interessanti: producono energia più distribuita nell’arco della giornata e aumentano così l’autoconsumo.

Ombreggiamenti

L’ombra è il principale nemico di ogni impianto FV. Anche piccole zone in ombra possono ridurre sensibilmente la produzione di un’intera stringa. Valuti con attenzione le possibili fonti di ombreggiamento:

  • Edifici vicini
  • Alberi (considerando la crescita nei prossimi 20–25 anni)
  • Camini, abbaini, antenne, parabole
  • Lucernari e finestre da tetto

Per un’analisi più precisa degli ombreggiamenti può utilizzare:

  • Google Earth con simulazione solare (gratuito)
  • PVGIS con profilo dell’orizzonte (gratuito, online)
  • Software professionali come PV*SOL o Polysun (di solito usati dai progettisti/installatori)

Se una parte dell’ombreggiamento è inevitabile, micro-inverter o ottimizzatori di potenza aiutano a limitare le perdite.


Passo 2: Determinare il fabbisogno elettrico

La dimensione dell’impianto dovrebbe essere calibrata sul Suo consumo elettrico. Un impianto troppo piccolo spreca potenziale, uno sovradimensionato si ripaga più lentamente.

Consumo annuo come base

Prenda come riferimento il consumo medio annuo degli ultimi 2–3 anni, riportato sulle bollette elettriche.

Valori indicativi per tipologia di nucleo familiare:

Nucleo familiare Consumo senza e‑mob/WP Consumo con auto elettrica Consumo con pompa di calore
1–2 persone 2.000–3.000 kWh/a 4.000–6.000 kWh/a 5.000–8.000 kWh/a
3–4 persone 3.500–5.000 kWh/a 5.500–8.000 kWh/a 6.500–10.000 kWh/a
5+ persone 5.000–7.000 kWh/a 7.000–10.000 kWh/a 8.000–12.000 kWh/a

Un’auto elettrica richiede, a seconda dei chilometri percorsi, circa 2.000–4.000 kWh/anno. Una pompa di calore in una casa unifamiliare consuma 3.000–6.000 kWh/anno, in funzione dell’isolamento dell’edificio e del fabbisogno termico.

Analizzare il profilo di carico

Il momento in cui si consuma l’energia è più importante della sola quantità. Chi è poco in casa durante il giorno utilizza il fotovoltaico in modo diverso rispetto a un nucleo con lavoro in home office.

Si chieda:

  • Quando consumiamo più energia? Mattina, mezzogiorno, sera?
  • Quali grandi utilizzatori funzionano di giorno? Lavatrice, asciugatrice, lavastoviglie, pompa di calore
  • Possiamo spostare parte dei consumi nelle ore di sole? Timer, domotica, gestione della ricarica dell’auto

Un profilo tipico mostra picchi di consumo al mattino (6–8) e alla sera (18–21). La produzione FV è massima a metà giornata (11–15). La sovrapposizione tra produzione e consumi determina l’autoconsumo senza accumulo.

Considerare il fabbisogno futuro

Pianifichi con un orizzonte di 5–10 anni:

  • Prevede l’acquisto di un’auto elettrica?
  • Intende installare una pompa di calore?
  • Sono previsti piscina o sauna?
  • L’home office diventerà stabile?

Questi cambiamenti aumentano sensibilmente il fabbisogno. Un impianto dimensionato “troppo al risparmio” oggi può rivelarsi insufficiente tra pochi anni.


Passo 3: Dimensionare la potenza dell’impianto

Dalla combinazione tra superficie disponibile e fabbisogno elettrico deriva la potenza ottimale. In linea di massima vale: il più grande possibile, ma entro i limiti della convenienza economica.

Regola pratica per il dimensionamento

Una regola empirica diffusa è: 1 kWp di potenza FV per ogni 1.000 kWh di consumo annuo. Un nucleo con 5.000 kWh/anno necessita quindi di circa 5 kWp.

In Italia e in Svizzera (Ticino) 1 kWp produce mediamente:

  • Nord Italia / Ticino: circa 1.000–1.200 kWh/anno
  • Centro Italia: circa 1.200–1.400 kWh/anno
  • Sud e isole: fino a 1.500 kWh/anno

Il valore preciso dipende da:

  • Località
  • Inclinazione e orientamento del tetto
  • Ombreggiamenti e perdite di sistema

Considerare l’accumulo

Una batteria di accumulo aumenta l’autoconsumo tipico dal 30% circa al 60–70%. La capacità va scelta in base al profilo di consumo:

Dimensionamento dell’accumulo:

  • Piccoli accumuli (5–7 kWh): Per 3.000–5.000 kWh/anno, senza auto elettrica o pompa di calore
  • Accumuli medi (8–12 kWh): Per 5.000–8.000 kWh/anno, con auto elettrica o piccola pompa di calore
  • Grandi accumuli (13–20 kWh): Per oltre 8.000 kWh/anno, con auto elettrica e pompa di calore

Regola pratica: capacità in kWh = consumo elettrico giornaliero in kWh × 0,8–1,2

Un nucleo con 5.000 kWh/anno (≈14 kWh/giorno) necessita quindi di circa 11–17 kWh di accumulo. In pratica spesso si scelgono 10–12 kWh, un compromesso tra convenienza e grado di autonomia.

Esempio di calcolo

Situazione di partenza:

  • Famiglia di 4 persone
  • Consumo annuo: 4.500 kWh
  • Prevista auto elettrica tra 2 anni (+3.000 kWh)
  • Superficie di tetto disponibile: 50 m² (Sud, inclinazione 35°)
  • Località: Nord Italia / Ticino

Dimensionamento:

  1. Consumo futuro: 4.500 + 3.000 = 7.500 kWh/anno
  2. Potenza impianto: 7.500 kWh ÷ 1.200 kWh/kWp ≈ 6,3 kWp → 6,5–7 kWp
  3. Numero moduli: 7 kWp ÷ 0,42 kWp/modulo ≈ 17 moduli
  4. Superficie necessaria: 17 moduli × 2 m²/modulo = 34 m² (rientra nella superficie disponibile)
  5. Capacità accumulo: 7.500 kWh ÷ 365 ≈ 21 kWh/giorno → batteria 12–15 kWh

Risultato: impianto da circa 7 kWp con accumulo da 12 kWh


Passo 4: Verificare la convenienza economica

Un impianto FV deve ripagarsi nel corso della sua vita utile. Sono determinanti: costo d’investimento, produzione annua, evoluzione del prezzo dell’energia e incentivi disponibili.

Costi indicativi 2026

Valori orientativi per impianti “chiavi in mano” (materiale + posa):

Potenza impianto Costo senza accumulo Costo con accumulo 10 kWh Costo per kWp
5 kWp 7.000–9.000 € 12.000–15.000 € 1.400–1.800 €
7 kWp 9.500–12.500 € 15.000–19.000 € 1.350–1.780 €
10 kWp 12.000–16.000 € 18.000–23.000 € 1.200–1.600 €

Gli impianti più grandi hanno in genere un costo specifico per kWp inferiore. Gli accumuli agli ioni di litio costano indicativamente 500–800 €/kWh di capacità.

Calcolare la produzione

Per una stima accurata utilizzi strumenti online come PVGIS (gratuito, Commissione Europea). Sono necessari:

  • Località (indirizzo o coordinate)
  • Inclinazione del tetto
  • Orientamento
  • Potenza dell’impianto in kWp
  • Tipologia di modulo (cristallino)

PVGIS fornisce la produzione mensile e annua, considerando clima, ombreggiamenti e perdite di sistema.

Tempo di ritorno dell’investimento

Il tempo di ritorno indica dopo quanti anni il risparmio in bolletta compensa l’investimento iniziale.

Formula semplificata:

Tempo di ritorno = Costo d’investimento ÷ risparmio annuo

Esempio:

  • Investimento: 16.000 € (7 kWp + accumulo 10 kWh)
  • Produzione annua: 7.500 kWh
  • Autoconsumo: 65% (con accumulo) = 4.875 kWh
  • Immissione in rete: 35% = 2.625 kWh
  • Prezzo energia prelevata: 0,35 €/kWh
  • Corrispettivo per l’energia immessa (scambio sul posto / Ritiro Dedicato / rimunerazione in Ticino): ipotizziamo 0,08 €/kWh

Risparmio annuo:

  • Autoconsumo: 4.875 kWh × 0,35 €/kWh = 1.706 €
  • Energia immessa: 2.625 kWh × 0,08 €/kWh = 210 €
  • Totale: 1.916 €/anno

Tempo di ritorno: 16.000 € ÷ 1.916 €/a ≈ 8,4 anni

Con una vita utile di almeno 25 anni restano 16–17 anni di produzione “in utile”.

Incentivi e agevolazioni locali

In Germania la promozione avviene tramite EEG e programmi KfW. In Italia e in Svizzera (Ticino) esistono strumenti diversi, che vanno considerati in fase di calcolo.

Italia – principali strumenti (2026):

  • Detrazione fiscale per ristrutturazioni edilizie (art. 16‑bis TUIR):

    • Detrazione IRPEF del 50% delle spese per impianti FV residenziali fino a 96.000 € per unità immobiliare
    • Recupero in 10 anni in dichiarazione dei redditi
    • Valida anche per sistemi di accumulo abbinati all’impianto
  • Superbonus (aliquote ridotte rispetto al passato):

    • In alcune situazioni ancora applicabile per interventi trainanti di efficientamento energetico, con il FV come intervento trainato; condizioni e aliquote variano nel tempo, va verificata la normativa aggiornata (DL e Legge di Bilancio vigenti).
  • Scambio sul posto / Ritiro Dedicato / autoconsumo diffuso (GSE):

    • Lo Scambio sul Posto è in fase di superamento per i nuovi impianti, sostituito da meccanismi di autoconsumo e comunità energetiche; per impianti esistenti continua secondo le regole GSE
    • Il Ritiro Dedicato remunera l’energia immessa in rete a prezzi all’ingrosso
    • Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) consentono incentivi specifici per l’energia condivisa (tariffe premio GSE, da verificare anno per anno)
  • Contributi regionali/comunali:

    • Molte Regioni (es. Lombardia, Veneto, Emilia‑Romagna) e Comuni pubblicano bandi a fondo perduto per FV e accumuli, spesso legati a riqualificazione energetica complessiva. È opportuno consultare i siti regionali e il portale GSE.

Svizzera – Ticino (2026):

  • Pronovo / Rimunerazione unica (KLEIV/ GREIV):

    • Contributo federale una tantum per impianti FV, gestito da Pronovo
    • L’importo dipende dalla potenza e dal tipo di impianto (su tetto, facciata, integrato)
    • Informazioni aggiornate: www.pronovo.ch
  • Rimunerazione per l’energia immessa (feed‑in) tramite aziende elettriche locali:

    • Le aziende di distribuzione (Aziende Elettriche Comunali, AET, ecc.) riconoscono una tariffa per kWh immesso, variabile per zona e contratto
  • Incentivi cantonali Ticino (programma TicinoEnergia / Ufficio dell’energia e delle imprese industriali – UEII):

    • Contributi aggiuntivi per impianti FV e per sistemi di accumulo, spesso legati a edifici certificati Minergie o a riqualificazioni energetiche
    • Dettagli e bandi: www4.ti.ch/dfe/ueii e www.ticinoenergia.ch
  • Standard energetici degli edifici:

    • In Svizzera i requisiti minimi sono definiti dai Modelli di prescrizioni energetiche dei Cantoni (MoPEC 2014), recepiti nelle leggi edilizie cantonali
    • In Ticino, per nuove costruzioni e ristrutturazioni importanti, è spesso richiesto il rispetto di standard come SIA 380/1 (bilancio energetico) e, facoltativamente, certificazioni Minergie.

In sintesi: in Italia il vantaggio principale è fiscale (detrazioni IRPEF), mentre in Svizzera/Ticino prevalgono contributi diretti e tariffe di ritiro. In fase di calcolo della convenienza è essenziale usare i valori aggiornati per il proprio Paese e Comune.


Passo 5: Scelta dei componenti

La scelta dei componenti incide su rendimento, durata e necessità di manutenzione.

Moduli fotovoltaici

I moduli in silicio cristallino dominano il mercato. Faccia attenzione a:

Potenza: I moduli attuali offrono 400–450 Wp. I moduli ad alta efficienza con tecnologia TOPCon o Heterojunction superano i 450 Wp.

Rendimento: 20–23% è lo standard. Rendimento più elevato è utile quando la superficie di tetto è limitata.

Garanzie:

  • Garanzia di prodotto: almeno 12 anni (meglio 15–20 anni)
  • Garanzia di potenza: 25 anni con 80–85% di potenza residua garantita

Tecnologia:

  • Monocristallino PERC: Standard, buon rapporto qualità/prezzo
  • TOPCon: Rendimento superiore, migliore comportamento in condizioni di luce diffusa
  • Heterojunction (HJT): Fascia premium, massima efficienza e buona stabilità alle alte temperature

Produttori noti: Longi, JA Solar, Trina Solar, Meyer Burger (europeo), SolarWatt.

Inverter

L’inverter deve essere dimensionato in modo coerente con la potenza dei moduli. Regola pratica: 90–100% della potenza di picco dell’impianto.

Tipologie di inverter:

Tipo Vantaggi Svantaggi Campo di applicazione
String inverter Economico, efficiente, tecnologia consolidata Sensibile alle ombre sulla stringa Tetti semplici, senza ombreggiamenti rilevanti
Inverter ibrido Gestione integrata dell’accumulo Più costoso, maggiore complessità Impianti con batteria di accumulo
Micro‑inverter Ogni modulo è indipendente Costo più elevato, più componenti Tetti complessi o molto ombreggiati

Caratteristiche importanti:

  • Rendimento europeo: almeno 96%, meglio 97–98%
  • MPPT: almeno 2 inseguitori per gestire più falde
  • Raffreddamento: sistemi senza ventole sono più silenziosi e richiedono meno manutenzione
  • Garanzia: minimo 10 anni, estendibile se possibile

Produttori diffusi: SMA, Fronius, Kostal, Huawei, SolarEdge.

Accumulo a batteria

Le batterie al litio ferro fosfato (LFP) sono oggi lo standard per uso residenziale: sicure, longeve e con elevato numero di cicli.

Criteri di scelta:

  • Capacità: secondo il dimensionamento visto al Passo 3
  • Profondità di scarica (DoD): almeno 90%, meglio 95–100%
  • Rendimento di carica/scarica: almeno 95%
  • Numero di cicli: minimo 6.000 cicli completi (≈20 anni di esercizio tipico)
  • Garanzia: 10 anni con almeno 80% di capacità residua

Produttori noti: BYD, Pylontech, SENEC, Fronius, Huawei.


Passo 6: Trovare un installatore qualificato

La scelta dell’installatore è decisiva. Un impianto FV è un sistema complesso: errori di progettazione o posa riducono il rendimento e generano problemi nel tempo.

Criteri di qualità

Verifichi i seguenti aspetti:

Qualifiche:

  • In Italia: impresa abilitata ai sensi del DM 37/2008 (lettera D e/o B) per impianti elettrici, con responsabile tecnico iscritto
  • In Svizzera/Ticino: installatore elettricista autorizzato (licenza installatore) secondo le prescrizioni ESTI e norme NIBT
  • Formazione specifica su impianti FV (corsi CEI, ESI, TicinoEnergia, ecc.)

Esperienza:

  • Almeno 50 impianti installati
  • Referenze nella zona
  • Specializzazione nel settore residenziale

Servizi offerti:

  • Sopralluogo in sito e rilievo del tetto
  • Analisi degli ombreggiamenti
  • Offerta dettagliata (non solo prezzo a pacchetto)
  • Gestione pratiche con il distributore (Enel/DSO in Italia, azienda elettrica locale in Ticino)
  • Gestione pratiche GSE (Italia) o Pronovo/azienda elettrica (Ticino)
  • Messa in servizio e istruzione all’uso
  • Eventuale contratto di manutenzione

Confrontare le offerte

Richieda almeno 3 preventivi e confronti:

Prezzi:

  • Prezzo complessivo (materiali + posa + pratiche)
  • Costo specifico per kWp
  • Condizioni di pagamento (acconti legati alle fasi di lavoro)

Componenti:

  • Marca e modello (chiedere le schede tecniche)
  • Condizioni di garanzia
  • Possibilità di ampliamento (es. aggiunta futura di accumulo)

Stima di produzione:

  • Produzione annua in kWh
  • Quota di autoconsumo prevista
  • Analisi economica (tempo di ritorno, risparmio annuo)

Tempi:

  • Tempi di fornitura dei componenti
  • Durata del cantiere (in genere 1–2 giorni per un’abitazione)
  • Tempi di allaccio alla rete (possono variare da poche settimane a qualche mese)

Faccia attenzione a:

  • Richieste di pagamento anticipato integrale
  • Prezzi troppo bassi (es. molto sotto 1.000 €/kWp) rispetto al mercato locale
  • Pressioni commerciali per firmare subito
  • Mancanza di documentazione sulle garanzie

Contratto

Nel contratto verifichi che siano indicati chiaramente:

  • Componenti garantiti (marca, modello, potenza)
  • Prestazioni attese (produzione annua stimata, eventuale livello minimo garantito)
  • Durata e condizioni di garanzia e assistenza
  • Copertura assicurativa dell’impresa (RC professionale)
  • Verbale di collaudo e documentazione di messa in servizio

Passo 7: Autorizzazioni e pratiche

Le procedure autorizzative variano tra Italia e Svizzera (Ticino), ma per impianti su edifici residenziali sono in genere semplificate.

Italia – titoli edilizi e autorizzazioni

Per impianti FV su edifici esistenti:

  • Edilizia libera (senza permesso di costruire) per la maggior parte degli impianti su tetto, secondo il D.Lgs. 28/2011 e il Glossario dell’edilizia libera, purché non modifichino la sagoma dell’edificio in modo rilevante.
  • Autorizzazioni paesaggistiche o vincoli: se l’edificio è soggetto a vincolo (centro storico, vincolo paesaggistico, beni culturali), può essere necessaria un’autorizzazione della Soprintendenza.
  • Impianti a terra o su strutture particolari: possono richiedere SCIA, permesso di costruire o autorizzazione unica regionale.

È consigliabile verificare con l’ufficio tecnico comunale (Sportello Unico per l’Edilizia) la procedura corretta.

Svizzera – Ticino

Nel Canton Ticino:

  • Molti impianti FV su tetto rientrano in procedure semplificate o in esenzione da licenza edilizia, in linea con le raccomandazioni federali;
  • Tuttavia, in caso di edifici storici, vincoli paesaggistici o impianti integrati in facciata, può essere richiesta una licenza edilizia.

Le condizioni precise sono definite nella Legge edilizia cantonale e nei regolamenti comunali. È opportuno rivolgersi all’ufficio tecnico comunale o consultare le linee guida di TicinoEnergia.

Connessione alla rete e registrazioni

Italia:

  • Connessione alla rete:
    • Domanda di connessione al distributore (es. e‑Distribuzione) tramite portale
    • Scambio di preventivi e accettazione
    • Esecuzione lavori e attivazione del contatore bidirezionale
  • Pratiche GSE:
    • Registrazione dell’impianto sul portale GSE per accesso a Scambio sul Posto, Ritiro Dedicato o incentivi CER
    • Invio della documentazione tecnica e amministrativa

Svizzera/Ticino:

  • Connessione alla rete:
    • Domanda all’azienda elettrica locale secondo le prescrizioni ESTI e norme NIBT
    • Installazione o adeguamento del contatore di produzione e di immissione
  • Registrazione per incentivi:
    • Domanda di rimunerazione unica a Pronovo (se si desidera il contributo federale)
    • Eventuali notifiche o domande di contributo al Cantone Ticino o al Comune

In entrambi i Paesi, queste pratiche sono di norma gestite dall’installatore o dal progettista, ma è importante che il committente ne sia informato.


Passo 8: Installazione e messa in servizio

Il montaggio di un impianto FV residenziale richiede in genere 1–2 giorni. Un tipico iter:

Giorno 1 – Montaggio meccanico:

  • Eventuale montaggio del ponteggio
  • Fissaggio dei ganci o staffe di ancoraggio
  • Installazione delle guide di montaggio
  • Posa e collegamento in serie/parallelo dei moduli
  • Installazione di inverter e batteria (se prevista)
  • Posa delle linee in corrente continua

Giorno 2 – Collegamenti elettrici:

  • Collegamento in corrente alternata al quadro elettrico di casa
  • Adeguamento del quadro e dei dispositivi di protezione
  • Collegamento alla rete (da parte dell’elettricista o del distributore)
  • Prove di funzionamento e messa in servizio

A fine lavori dovrà ricevere:

  • Verbale di collaudo/messa in servizio
  • Schema elettrico e documentazione tecnica (schede moduli, inverter, batteria)
  • Dichiarazione di conformità (in Italia, ai sensi del DM 37/2008)
  • Istruzioni d’uso e accesso all’app o al portale di monitoraggio

Passo 9: Monitoraggio e manutenzione

Un impianto ben progettato richiede poca manutenzione, ma va comunque controllato nel tempo per garantire il rendimento atteso.

Monitoraggio della produzione

Gli inverter moderni offrono sistemi di monitoraggio via app o portale web. È possibile visualizzare:

  • Potenza istantanea (W)
  • Produzione giornaliera, mensile e annua (kWh)
  • Autoconsumo e immissione in rete
  • Storico e confronti con gli anni precedenti

Un confronto periodico con i valori attesi (ad esempio da PVGIS) consente di individuare rapidamente eventuali anomalie.

Manutenzione

Gli impianti FV sono a bassa manutenzione, ma non completamente esenti da controlli:

Ogni anno:

  • Ispezione visiva: moduli integri? Strutture di fissaggio stabili?
  • Verifica di nuovi ombreggiamenti (alberi cresciuti, nuove costruzioni)

Ogni 2–3 anni:

  • Pulizia dei moduli se necessario (in zone molto polverose o con forte presenza di inquinanti o pollini)
  • Controllo visivo di cavi, connettori e passaggi a tetto

Ogni 5 anni circa:

  • Verifica tecnica da parte di un professionista
  • Misure di isolamento e controlli di sicurezza
  • Eventuale termografia in caso di sospetto modulo difettoso

Molte imprese offrono contratti di manutenzione con canoni annui dell’ordine di 100–200 € per impianti residenziali.


Conclusioni

In sintesi: Una pianificazione accurata è la base per un impianto fotovoltaico redditizio e affidabile. Stato del tetto, fabbisogno elettrico, ombreggiamenti e corretto dimensionamento devono essere valutati con attenzione. Chi procede in modo sistematico e si affida a un installatore qualificato riduce il rischio di errori e massimizza il ritorno del proprio investimento.

La progettazione di un impianto FV può sembrare complessa, ma con questa guida passo per passo dispone degli strumenti essenziali per decidere con consapevolezza. Dedichi il tempo necessario a ogni fase: lo sforzo iniziale viene ripagato da decenni di energia pulita e bollette ridotte.

Per le basi tecniche consigliamo l’articolo Fotovoltaico: la guida completa 2026. I dettagli sulla struttura di un impianto sono illustrati in Struttura di un impianto FV: dal modulo all’immissione in rete.


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Fonti