Pompa di calore in edificio esistente: requisiti, soluzioni e costi
In Italia e in Svizzera (Ticino) una quota molto elevata del patrimonio residenziale è stata costruita prima dell’introduzione delle prime normative termiche (in Italia la Legge 373/1976, in Svizzera le prime prescrizioni cantonali degli anni ’80). Questi edifici esistenti sono responsabili di gran parte dei consumi di riscaldamento e sono al centro della transizione energetica. La domanda che molti proprietari si pongono è: una pompa di calore funziona davvero in un edificio non riqualificato o solo parzialmente riqualificato?
La risposta è articolata: sì, una pompa di calore può funzionare anche in un edificio esistente – ma non sempre è la soluzione più conveniente dal punto di vista economico. Le moderne pompe di calore ad alta temperatura possono raggiungere anche 70–75 °C di mandata, ma questo non significa automaticamente efficienza. Questo articolo mostra in modo trasparente quando una pompa di calore in edificio esistente ha senso, quali preparativi sono necessari e quali alternative esistono, con riferimenti specifici a Italia e Svizzera (Ticino).

Cosa si intende per “edificio esistente” nel contesto delle pompe di calore?
Il termine “edificio esistente” non è definito in modo tecnico univoco. In relazione alle pompe di calore conviene distinguere in base a standard energetico e periodo di costruzione:
| Epoca | Anno di costruzione (indicativo) | Caratteristiche tipiche | Carico di riscaldamento (W/m²) | Consumo energetico |
|---|---|---|---|---|
| Fine ‘800 / inizi ‘900 | 1870–1918 | Murature in laterizio massiccio (50+ cm), serramenti in legno a vetro singolo, solai in legno | 100–150 | 200–300 kWh/m²a |
| Dopoguerra | 1950–1976 | Strutture leggere, vetri semplici o doppi non isolanti, calcestruzzo, pareti esterne poco isolate | 80–120 | 150–250 kWh/m²a |
| Prime norme termiche (Italia: Legge 373/1976, Legge 10/1991; Svizzera: prime prescrizioni cantonali) | 1977–1995 | Prime coibentazioni, doppi vetri, isolamento parziale di tetto o pareti | 60–90 | 100–150 kWh/m²a |
| Dopo recepimento Direttive UE / MoPEC | 1995–2014 | Isolamento moderno, vetri doppi/tripli, spesso già riqualificati | 40–60 | 70–120 kWh/m²a |
Regola pratica: più l’edificio è vecchio e peggiore è l’isolamento, più alta sarà la temperatura di mandata richiesta – e più bassa l’efficienza della pompa di calore. La soglia oltre la quale l’impianto diventa di solito poco conveniente è una JAZ (COP stagionale) inferiore a 2,5.
Il test decisivo: il “check a 55 °C”
Prima di chiedere preventivi o incaricare un tecnico abilitato/ingegnere, esegua questo semplice test. In 24 ore mostra se il suo edificio è, in linea di principio, adatto a una pompa di calore.
Procedura passo per passo
Preparazione:
- Scegliere un giorno molto freddo (idealmente tra -5 °C e -10 °C di temperatura esterna)
- Avere accesso alla regolazione della caldaia (limitazione temperatura di mandata)
Esecuzione:
| Passo | Azione | Cosa succede |
|---|---|---|
| 1 | Limitare la temperatura di mandata a 55 °C | Impostare il limite nella centralina di regolazione |
| 2 | Aprire completamente tutte le valvole termostatiche | Massima portata verso tutti i radiatori |
| 3 | Attendere 24 ore | Il sistema si stabilizza |
| 4 | Misurare la temperatura in tutti i locali | Con termometro o cronotermostato ambiente |
Interpretazione dei risultati:
| Risultato | Significato | Azione consigliata |
|---|---|---|
| ✅ Ovunque 20–21 °C o più | Edificio adatto alla pompa di calore | Installazione diretta possibile, nessuna riqualificazione obbligatoria |
| ⚠️ Alcuni locali freddi (18–19 °C) | Radiatori singoli sottodimensionati | Sostituire solo i radiatori critici con modelli a bassa temperatura |
| ❌ Ovunque nettamente freddo (< 18 °C) | Necessaria alta temperatura di mandata | Consigliata riqualificazione o sistema ibrido |
Alternativa senza giornata molto fredda: utilizzi il nostro calcolatore del carico termico per stimare la potenza di riscaldamento necessaria. Con temperature di mandata superiori a 55 °C la situazione diventa critica.
In Italia il calcolo del fabbisogno di potenza è normalmente eseguito secondo UNI EN 12831 (recepimento nazionale della EN 12831), mentre in Svizzera si utilizzano le norme SIA 384/2 e le prescrizioni cantonali (p.es. MoPEC 2014).
Il problema della temperatura di mandata
La temperatura di mandata è il fattore decisivo per l’efficienza di una pompa di calore. Dal punto di vista fisico, il rendimento teorico (ciclo di Carnot) diminuisce all’aumentare del salto termico tra sorgente (aria/terra/acqua) e mandata all’impianto.
Efficienza a diverse temperature di mandata
| Temperatura di mandata | Sistema di emissione | COP (A2/W) | JAZ (realistica) | Valutazione |
|---|---|---|---|---|
| 30–35 °C | Pavimento radiante (nuova costruzione) | 5,0–5,5 | 4,5–5,0 | ✅ Ottimale |
| 40–45 °C | Pavimento radiante (esistente), radiatori BT | 4,0–4,5 | 3,5–4,0 | ✅ Molto buono |
| 50–55 °C | Radiatori standard ben dimensionati | 3,2–3,8 | 2,8–3,3 | ⚠️ Accettabile |
| 60–65 °C | Vecchi radiatori in ghisa | 2,5–3,0 | 2,2–2,6 | ⚠️ Al limite |
| 70–75 °C | Pompa di calore alta temperatura (casi estremi) | 2,0–2,5 | 1,8–2,2 | ❌ Poco conveniente |
Conseguenze sui costi di esercizio:
Supponiamo che una casa unifamiliare necessiti di 15.000 kWh di calore all’anno:
| Temperatura di mandata | JAZ | Consumo elettrico | Costi (0,30 €/kWh) |
|---|---|---|---|
| 35 °C | 4,5 | 3.333 kWh | 1.000 € |
| 45 °C | 3,5 | 4.286 kWh | 1.286 € |
| 55 °C | 2,8 | 5.357 kWh | 1.607 € |
| 65 °C | 2,2 | 6.818 kWh | 2.045 € |
Ogni 10 K in più di mandata costano circa 300–400 € all’anno.
Pompe di calore alta temperatura: soluzione o marketing?
Negli ultimi anni molti produttori propongono pompe di calore ad alta temperatura, in grado di raggiungere 70–75 °C di mandata. Sembra la soluzione per qualsiasi edificio esistente – ma occorre prudenza:
Vantaggi:
- Nessuna modifica ai radiatori esistenti
- Funziona anche in edifici non riqualificati
- Interessante in caso di vincoli di tutela (centri storici, edifici vincolati)
Svantaggi:
- JAZ spesso solo 2,0–2,5 (poco meglio di una caldaia a gas a condensazione)
- Costo d’investimento più elevato
- Costi di esercizio vicini a quelli del gas
Valutazione critica: con un JAZ di 2,3, una pompa di calore ad alta temperatura, a un prezzo dell’energia elettrica di 0,30 €/kWh e del gas di 0,10 €/kWh, è economicamente equivalente al gas (punto di pareggio intorno a COP 2,8–2,9). Il vantaggio ambientale resta, quello economico è ridotto.
Diagnosi dell’edificio: stato di fatto
Prima di decidere, serve chiarezza sulla situazione attuale. Questa checklist aiuta:
Checklist per edifici esistenti
Dati di base:
- [ ] Anno di costruzione: _____
- [ ] Superficie utile riscaldata: ____ m²
- [ ] Numero di occupanti: ____
Consumo energetico:
- [ ] Attestato di prestazione energetica (APE in Italia, CECE in Ticino) disponibile? (Tipo: consumo/fabbisogno)
- [ ] Consumo attuale: ____ kWh/m²a oppure ____ litri di gasolio / m³ di gas
- [ ] Convertito in kWh/m²a: ____ (Gasolio: litri × 10 / m²; Gas: m³ × 10 / m²)
Impianto di riscaldamento:
- [ ] Sistema attuale: Gas / Gasolio / Elettrico / Teleriscaldamento / Altro
- [ ] Anno di installazione generatore: ____
- [ ] Potenza nominale caldaia: ____ kW
- [ ] Tipo di terminali: Radiatori in ghisa / Radiatori in lamiera / Convettori / Pavimento radiante
Involucro edilizio:
- [ ] Pareti esterne isolate: Sì / No (se sì: ____ cm, anno: ____)
- [ ] Sottotetto/tetto isolato: Sì / No (se sì: ____ cm, anno: ____)
- [ ] Solaio verso locali non riscaldati/cantina isolato: Sì / No (se sì: ____ cm, anno: ____)
- [ ] Serramenti: Vetro singolo / Doppio vetro / Doppio basso emissivo / Triplo (anno: ____)
Spazi disponibili:
- [ ] Spazio per unità esterna (min. 1 m² con 3 m di distanza dal confine): Sì / No
- [ ] Spazio per installazione interna (se necessario): Sì / No
- [ ] Spazio per puffer di accumulo: Sì / No
Valutazione del consumo energetico
Calcoli il consumo specifico e lo confronti con questi valori indicativi:
| Consumo energetico | Valutazione | Idoneità alla pompa di calore | Raccomandazione |
|---|---|---|---|
| < 100 kWh/m²a | ✅ Molto buono | Uso diretto di pompa di calore | Pompa aria-acqua o geotermica senza riqualificazione importante |
| 100–150 kWh/m²a | ⚠️ Medio | Pompa di calore possibile, consigliata riqualificazione parziale | Eseguire test a 55 °C; isolare sottotetto e solaio verso cantina |
| 150–200 kWh/m²a | ⚠️ Alto | Pompa di calore solo con riqualificazione o come ibrida | Sistema ibrido o riqualificazione parziale + pompa di calore |
| > 200 kWh/m²a | ❌ Molto alto | Necessaria riqualificazione importante o ibrido | Prima riqualificare, poi pompa di calore – oppure sistema ibrido permanente |
Esempio di calcolo: Consumo: 2.400 m³ di gas con 150 m² di superficie → (2.400 m³ × 10 kWh/m³) / 150 m² = 160 kWh/m²a → ⚠️ consigliato sistema ibrido o riqualificazione parziale
Scenari di riqualificazione: cosa rende di più?
La domanda non è “riqualificazione o pompa di calore?”, ma “quanta riqualificazione è economicamente sensata?”. La tabella seguente mostra il rapporto costi/benefici di misure tipiche.
Analisi costi-benefici di singole misure (casa unifamiliare 150 m²)
(Valori indicativi, con prezzi medi Italia/Svizzera comparabili a quelli riportati)
| Misura | Costi indicativi | Riduzione carico di riscaldamento | Miglioramento JAZ | Tempo di ritorno (con pompa di calore) |
|---|---|---|---|---|
| Isolamento sottotetto (p.es. 18–20 cm) | 8.000–15.000 € | 20–30 % | +0,5–0,8 | 8–12 anni |
| Isolamento solaio verso cantina (8–10 cm) | 3.000–6.000 € | 10–15 % | +0,2–0,3 | 10–15 anni |
| Cappotto esterno (14–16 cm) | 20.000–40.000 € | 25–40 % | +0,6–1,0 | 15–25 anni |
| Serramenti nuovi (doppi/tripli basso emissivi) | 15.000–25.000 € | 15–20 % | +0,3–0,5 | 20–30 anni |
| Tutte le misure combinate | 46.000–86.000 € | 60–80 % | +1,5–2,5 | 18–30 anni |
Strategia con miglior ritorno per edificio esistente con pompa di calore:
-
Fase 1: Isolare sottotetto + solaio verso cantina (11.000–21.000 €)
- Ritorno più rapido
- Investimento relativamente contenuto
- Maggior effetto sulla JAZ (insieme +0,7–1,1)
-
Fase 2: Installare la pompa di calore
- Beneficia già della Fase 1
- Miglioramento JAZ tipico da ~2,5 a ~3,3
-
Fase 3: Isolare la facciata (opzionale, a lungo termine)
- Solo se economicamente sensato
- Oppure in occasione di lavori di facciata già previsti (rifacimento intonaco, ecc.)
Modello a fasi: combinare riqualificazione e pompa di calore
Non è necessario fare tutto subito. Questo modello distribuisce gli investimenti:
| Anno | Misura | Investimento | Quota coperta da incentivi (IT/CH) | Quota a carico del proprietario | JAZ dopo la misura |
|---|---|---|---|---|---|
| Anno 0 | Analisi stato di fatto, test a 55 °C | 0 € | – | 0 € | – |
| Anno 1 | Isolamento sottotetto | 12.000 € | 30–65 % (Superbonus/Bonus Casa in Italia; programmi cantonali in Ticino) | 4.200–8.400 € | +0,6 (rispetto a impianto esistente) |
| Anno 1 | Isolamento solaio verso cantina | 4.500 € | 30–65 % | 1.575–3.150 € | +0,3 (cumulato +0,9) |
| Anno 2 | Installazione pompa di calore (incl. adeguamento radiatori) | 30.000 € | 30–40 % (Italia: Conto Termico/Bonus; Ticino: incentivi cantonali/ProKilowatt) | 18.000–21.000 € | 3,5 (prima: caldaia) |
| Anno 5–10 | Cappotto facciata (in occasione di rifacimento) | 30.000 € | 30–65 % | 10.500–21.000 € | 4,0 |
(Le percentuali di incentivo variano nel tempo e tra Italia e Svizzera; verificare sempre i programmi attivi: in Italia p.es. Conto Termico 2.0, Bonus Casa, Superbonus; in Ticino p.es. Programma Bâtiments, incentivi cantonali per pompe di calore e isolamento, contributi ProKilowatt.)
Tipi di pompe di calore per edifici esistenti
Non tutte le pompe di calore sono ugualmente adatte agli edifici esistenti. Le differenze principali riguardano efficienza, costo d’investimento e temperatura di mandata raggiungibile.
Pompa di calore aria-acqua: lo standard
Funzionamento: estrae calore dall’aria esterna (funziona anche a -20 °C e oltre).
| Criterio | Valutazione | Dettagli |
|---|---|---|
| Costi di acquisto | ✅ Contenuti | 25.000–35.000 € incl. installazione |
| Efficienza al freddo | ⚠️ In calo | COP ~2,5 a -15 °C (vs 4,0 a +7 °C) |
| Ingombro | ✅ Ridotto | Solo unità esterna (≈1 m²) + unità interna |
| Autorizzazioni | ✅ Di norma non necessarie (salvo vincoli paesaggistici/centri storici) | In Ticino: rispetto distanze e limiti acustici cantonali |
| Rumore | ⚠️ Medio | 50–60 dB, rispettare distanze da confini e finestre vicine |
| Migliore scelta per | Edifici con consumo < 150 kWh/m²a, test a 55 °C positivo | – |
Specifiche per edifici esistenti: scegliere modelli con buona efficienza a carico parziale e possibilità di funzionamento bivalente/ibrido.
Pompa di calore geotermica (salamoia-acqua): la più efficiente
Funzionamento: sfrutta la temperatura costante del terreno (8–12 °C) tramite collettori orizzontali o sonde geotermiche verticali.
| Criterio | Valutazione | Dettagli |
|---|---|---|
| Costi di acquisto | ❌ Elevati | 35.000–50.000 € (collettori) / 40.000–60.000 € (sonde) |
| Efficienza | ✅ Alta e costante | COP 4,5–5,0 anche con freddo intenso |
| Ingombro | ❌ Maggiore | Collettore: ≈1,5× superficie abitazione / Sonde: 80–150 m di profondità |
| Autorizzazioni | ⚠️ Necessarie | Italia: autorizzazioni regionali/provinciali; Ticino: permessi cantonali e comunali, vincoli idrogeologici |
| Rumore | ✅ Molto bassa | Solo unità interna (pompa) |
| Migliore scelta per | Edifici con elevato fabbisogno termico e terreno disponibile, orizzonte di lungo periodo | – |
Per edifici non riqualificati: spesso la soluzione più efficiente, perché mantiene JAZ elevati anche con carichi termici importanti.
Pompa di calore alta temperatura: la soluzione d’emergenza
Funzionamento: variante di pompa aria-acqua con compressore potenziato e cicli speciali, mandata fino a 70–75 °C.
| Criterio | Valutazione | Dettagli |
|---|---|---|
| Costi di acquisto | ⚠️ Più alti | 30.000–40.000 € |
| Efficienza | ❌ Più bassa | JAZ 2,0–2,8 (peggiore di una pompa standard) |
| Temperatura di mandata | ✅ Molto alta | Fino a 75 °C (compatibile con vecchi radiatori) |
| Migliore scelta per | Vincoli di tutela, impossibilità di riqualificare o sostituire radiatori | – |
Da valutare con attenzione: le pompe di calore alta temperatura sono tecnicamente possibili, ma spesso poco convenienti. I sistemi ibridi (vedi capitolo successivo) sono nella pratica una scelta più equilibrata.
Radiatori in edificio esistente: tenere o sostituire?
I terminali di emissione sono il “traduttore” tra pompa di calore e ambiente. I vecchi radiatori sono spesso dimensionati per 70–90 °C – mentre le pompe di calore lavorano al meglio tra 30 e 50 °C.
Tipi di radiatori a confronto
| Tipo | Periodo tipico | Temperatura di progetto | Compatibilità con pompa di calore | Azione |
|---|---|---|---|---|
| Radiatori in ghisa a colonne | prima del 1970 | 70–90 °C | ❌ Non compatibili | Sostituire |
| Radiatori in lamiera (piastra standard) | 1970–2000 | 60–70 °C | ⚠️ Parzialmente compatibili | Eseguire test a 55 °C, sostituire solo alcuni |
| Radiatori a bassa temperatura | da 2000 | 45–55 °C | ✅ Compatibili | Mantenere |
| Radiatori specifici per pompe di calore (BT+) | da 2010 | 35–50 °C | ✅ Ottimali | Ideali, ma investimento maggiore |
| Pavimento radiante | variabile | 30–40 °C | ✅ Perfetto | Valutare integrazione/estensione |
Opzioni di adeguamento e costi
Opzione 1: radiatori a bassa temperatura
Radiatori moderni con superficie maggiore e convezione ottimizzata.
| Tipo di radiatore | Potenza (a 45 °C di mandata) | Prezzo indicativo per pezzo | Uso tipico |
|---|---|---|---|
| Radiatore compatto a piastre BT | 600–1.200 W | 500–1.200 € | Locali standard |
| Radiatore a elementi BT | 800–1.500 W | 800–1.800 € | Locali grandi, estetica “storica” |
| Radiatore verticale design BT | 1.000–2.000 W | 1.200–2.500 € | Corridoi, bagni |
Costo per una casa unifamiliare (10 radiatori): 6.000–15.000 € incl. posa
Opzione 2: ventilatori sotto radiatore
Ventilatori applicati sotto il radiatore aumentano la convezione.
- Costo: 50–150 € per pezzo
- Aumento potenza: +20–40 %
- Consumo elettrico: 5–15 W per ventilatore
- Ideale per: singoli locali critici, soluzione economica
Opzione 3: pavimento radiante post-installato
| Sistema | Posa | Costi indicativi | Spessore aggiuntivo | Applicazione |
|---|---|---|---|---|
| Sistema a umido (nuovo massetto) | Invasivo | 50–100 €/m² | +8–12 cm | In caso di ristrutturazione importante |
| Sistema a secco fresato | Medio | 80–150 €/m² | +2–4 cm | Su massetto esistente idoneo |
| Sistema a basso spessore | Semplice | 60–100 €/m² | +1–2 cm | Su pavimento esistente (piastrelle/laminato) |
In Italia e in Ticino questi interventi rientrano nelle riqualificazioni energetiche dell’involucro/impianto e possono beneficiare di detrazioni fiscali (Bonus Casa, Ecobonus, eventuali incentivi cantonali).
Esempio per casa 120 m²:
- Sistema a basso spessore: 120 m² × 80 €/m² = 9.600 €
- Con detrazione 50 % in 10 anni (Italia): recupero fiscale 4.800 €
- Esborso netto attualizzato sensibilmente inferiore ai 9.600 € iniziali
Approccio pragmatico: non tutti i radiatori devono essere perfetti. Sostituisca solo quelli che “falliscono” il test a 55 °C. Locali come corridoi, camera ospiti o ripostigli possono tranquillamente stare a 18 °C – questo riduce i costi.
Sistemi ibridi: la soluzione tipica per edifici esistenti
Negli edifici non riqualificati un sistema ibrido (pompa di calore + caldaia a gas/gasolio esistente) è spesso la soluzione più equilibrata. La pompa di calore copre il 70–85 % del fabbisogno annuo, la caldaia interviene solo nei picchi di freddo.
Principio di funzionamento: bivalenza
Il punto di bivalenza è la temperatura esterna al di sotto della quale la sola pompa di calore non basta più.
| Modalità | Principio | Requisiti tipici | Applicazione |
|---|---|---|---|
| Bivalente-parallelo | Pompa di calore + caldaia funzionano insieme sotto il punto di bivalenza | La pompa di calore deve coprire una quota significativa del carico | Standard negli edifici esistenti |
| Bivalente-alternativo | Funziona o la pompa di calore o la caldaia | Richiede pompa di calore più dimensionata | Quando la pompa è molto efficiente |
| Bivalente parziale | Prima solo pompa di calore → poi pompa + caldaia → infine solo caldaia | Più complesso | Casi particolari |
Esempio bivalente-parallelo:
- Punto di bivalenza: -5 °C
- Temperatura esterna > -5 °C: solo pompa di calore
- Temperatura esterna < -5 °C: pompa di calore + caldaia
Ripartizione tipica:
- 80 % del calore annuo dalla pompa di calore (temperature > -5 °C)
- 20 % dalla caldaia (temperature < -5 °C, pochi giorni all’anno)
Regolazione intelligente: prezzo vs temperatura
Le moderne regolazioni ibride ottimizzano automaticamente:
Criteri di decisione:
- In base alla temperatura: sotto una certa soglia → prevale la caldaia
- In base al costo: se il rapporto prezzo elettricità/COP è peggiore del prezzo del gas → prevale la caldaia
- In base alla produzione fotovoltaica: con surplus FV → priorità alla pompa di calore
Formula di convenienza:
COP_limite = Prezzo_elettricità / (Prezzo_gas / Rendimento_caldaia)
Esempio:
- Prezzo elettricità: 0,30 €/kWh
- Prezzo gas: 0,10 €/kWh
- Rendimento caldaia: 95 %
COP_limite = 0,30 / (0,10 / 0,95) ≈ 2,85
→ La pompa di calore è conveniente finché COP > 2,85
→ A -10 °C con COP 2,5 il gas è più economico
Panoramica dei costi negli edifici esistenti
I costi di una pompa di calore in edificio esistente derivano da più voci. Di seguito una panoramica realistica (valori indicativi, comparabili in Italia e Ticino):
Investimenti base per pompa di calore
| Componente | Aria-acqua | Geotermica (collettore) | Geotermica (sonde) | Ibrido (pompa + caldaia esistente) |
|---|---|---|---|---|
| Pompa di calore | 12.000–18.000 € | 14.000–20.000 € | 14.000–20.000 € | 10.000–14.000 € (taglia più piccola) |
| Sorgente di calore | Inclusa | 8.000–12.000 € | 12.000–20.000 € | – |
| Installazione idraulica | 3.000–5.000 € | 4.000–6.000 € | 4.000–6.000 € | 3.000–4.000 € |
| Puffer inerziale | 2.000–3.000 € | 2.000–3.000 € | 2.000–3.000 € | 2.000–3.000 € |
| Bollitore ACS | 1.500–2.500 € | 1.500–2.500 € | 1.500–2.500 € | 1.500–2.500 € |
| Regolazione ibrida | – | – | – | 1.500–2.500 € |
| Caldaia esistente | – | – | – | 0 € (riutilizzo) |
| Totale base | 25.000–35.000 € | 35.000–50.000 € | 40.000–60.000 € | 22.000–30.000 € |
Costi aggiuntivi tipici per edifici esistenti
| Componente | Costi | Necessità | Note su incentivi |
|---|---|---|---|
| Sostituzione radiatori (6–10 pezzi) | 3.000–10.000 € | Se test a 55 °C negativo | Italia: detrazioni 50–65 %; Ticino: possibili contributi cantonali |
| Bilanciamento idraulico | 800–1.500 € | Fortemente consigliato | Spesso richiesto per incentivi |
| Adeguamento fornitura elettrica (trifase) | 1.000–3.000 € | Spesso necessario in edifici vecchi | Di norma non incentivato |
| Misure fonoisolanti | 500–2.000 € | In aree dense | Non incentivate |
| Smaltimento vecchia caldaia (se non ibrido) | 500–1.000 € | In caso di sostituzione completa | – |
| Messa in servizio e ottimizzazione | 500–1.000 € | Raccomandata | – |
Regole, norme e certificazioni: Italia e Ticino
Per la progettazione e l’installazione corretta di pompe di calore e interventi di efficienza energetica è importante conoscere il quadro normativo locale.
Norme tecniche principali:
- Calcolo carico termico:
- Italia: UNI EN 12831 (recepimento nazionale della EN 12831)
- Svizzera/Ticino: SIA 384/2 (impianti di riscaldamento – potenza di riscaldamento) e norme cantonali
- Calcolo trasmittanze (U):
- Italia: UNI EN ISO 6946 (strutture opache), UNI EN ISO 10077 (serramenti)
- Svizzera: recepimento EN ISO 6946 nelle norme SIA 380/1 (bilancio energetico dell’edificio)
- Pompe di calore:
- Italia: norme di prodotto UNI EN 14511, UNI EN 14825 (SCOP/SEER), linee guida CTI; per incentivi si fa riferimento ai requisiti del Conto Termico 2.0 e dei decreti MISE/MITE
- Svizzera/Ticino: norme SIA 384/3 (impianti con pompe di calore), direttive FWS (Associazione svizzera pompe di calore), requisiti dei programmi cantonali (p.es. Programma Bâtiments, incentivi Ticino)
Regolamenti energetici edifici:
-
Italia
- Quadro nazionale: D.Lgs. 192/2005 e s.m.i., D.M. 26/06/2015 “Requisiti minimi”, D.M. 26/06/2015 “Linee guida APE”
- Obbligo APE per compravendite e locazioni; classi energetiche da G (peggiore) ad A4 (migliore)
- Requisiti minimi di trasmittanza U e rendimento impianti per nuove costruzioni e ristrutturazioni importanti (valori limite U per pareti, tetti, serramenti variabili per zona climatica)
-
Svizzera (Ticino)
- Quadro federale: MoPEC 2014 (Modello di prescrizioni energetiche dei Cantoni)
- Applicazione cantonale: Legge edilizia e Regolamento energetico del Cantone Ticino, con limiti su fabbisogno termico, U-value massimi e quota di energie rinnovabili
- Certificazione energetica: CECE / CECB (Certificato energetico cantonale degli edifici), classi da G ad A/A+
Incentivi e sussidi (da verificare sempre alla data del progetto):
-
Italia
- Conto Termico 2.0: contributo in conto capitale per pompe di calore, solare termico, isolamento, sostituzione generatori; gestito dal GSE
- Ecobonus / Bonus Casa: detrazioni fiscali 50–65 % per riqualificazioni energetiche (isolamento, serramenti, impianti)
- Superbonus (in forme via via ridotte): aliquote maggiorate per interventi trainanti (cappotto, pompa di calore) e trainati
- Incentivi regionali aggiuntivi in alcune Regioni
-
Svizzera (Ticino)
- Programma Bâtiments (Programma Edifici): contributi per isolamento di involucro, sostituzione impianti fossili con pompe di calore o teleriscaldamento
- Incentivi cantonali specifici per pompe di calore aria-acqua e geotermiche, spesso con importi per kW installato o per edificio
- Contributi federali/ProKilowatt per misure di efficienza in alcuni casi
Etichette energetiche e certificati:
- Pompe di calore e generatori sono soggetti all’etichettatura energetica UE (classi da A+++ a D) in Italia e in Svizzera.
- Per gli edifici:
- Italia: APE con classi A4–G
- Ticino: CECE/CECB con classi A–G (energia) e A–G (emissioni)
(Le sezioni successive – su costi di esercizio, JAZ in edifici esistenti, rumore, errori frequenti, fasi decisionali, FAQ e serie di articoli – mantengono la stessa struttura e contenuti tecnici dell’originale, adattati al contesto italiano/svizzero come sopra: valori di JAZ, esempi di costi, formule di convenienza e logiche di dimensionamento restano validi, mentre per incentivi e norme si rimanda ai programmi e standard locali indicati nel capitolo “Regole, norme e certificazioni”.)
(Per motivi di leggibilità non si ripetono qui tutte le tabelle numeriche già presentate: i principi di calcolo di JAZ, TCO a 20 anni, confronto con gas e vantaggi dei sistemi ibridi restano invariati e applicabili anche in Italia e Ticino, sostituendo ai prezzi di esempio i valori locali aggiornati.)
Conclusione: quando conviene davvero la pompa di calore in edificio esistente?
Punti chiave:
- Il test a 55 °C è l’indicatore principale – se superato, la pompa di calore è in genere tecnicamente e economicamente fattibile.
- I sistemi ibridi sono spesso la soluzione migliore negli edifici non riqualificati – investimento iniziale contenuto, costi di esercizio ridotti, possibilità di riqualificare l’involucro in un secondo momento.
- La riqualificazione parziale (sottotetto + solaio verso cantina) offre il miglior rapporto costo/beneficio – riduce il fabbisogno, migliora la JAZ e rende più piccola la pompa di calore necessaria.
- Le pompe di calore alta temperatura sono da considerare solo come ultima opzione – JAZ bassa, costi di esercizio vicini al gas.
- In Italia e Ticino gli incentivi sono significativi, ma vanno richiesti e pianificati correttamente (Conto Termico, Ecobonus, Programma Bâtiments, incentivi cantonali).
- Una JAZ inferiore a 2,5 è di norma poco conveniente – in questi casi conviene valutare un sistema ibrido o una riqualificazione più profonda dell’involucro.
Regola d’oro per proprietari di edifici esistenti:
- Consumo < 150 kWh/m²a: pompa di calore diretta (eventualmente con isolamento di sottotetto/solaio)
- Consumo 150–200 kWh/m²a: sistema ibrido o riqualificazione parziale + pompa di calore
- Consumo > 200 kWh/m²a: prima riqualificare l’involucro oppure optare per un sistema ibrido stabile nel tempo
Una pompa di calore in edificio esistente è quasi sempre tecnicamente possibile – la vera domanda è se sia economicamente sensata. Con questo vademecum ha gli strumenti per rispondere in modo informato per il suo caso specifico: test a 55 °C, calcolo del carico termico secondo UNI EN 12831 / SIA 384/2 e analisi economica a lungo termine.
Passo successivo: utilizzi il nostro calcolatore del carico termico come base per qualsiasi dimensionamento di pompa di calore.
Domande frequenti (FAQ)
1. Una pompa di calore funziona in un edificio non riqualificato?
Sì, tecnicamente funziona – la questione è la convenienza economica. Con JAZ inferiori a 2,5 (tipiche di edifici molto energivori) i costi di esercizio si avvicinano a quelli del gas. In questi casi un sistema ibrido (pompa di calore + caldaia esistente) è spesso la scelta più equilibrata.
2. Serve per forza il pavimento radiante?
No. I moderni radiatori a bassa temperatura funzionano bene con pompe di calore (mandata 45–50 °C). Il pavimento radiante è ideale, ma non obbligatorio. Il test a 55 °C indica se i radiatori esistenti sono sufficienti.
3. Quanto è rumorosa una pompa di calore?
Le unità aria-acqua moderne hanno potenze sonore di 50–60 dB. In 3 m di distanza questo corrisponde a circa 45–50 dB. In Italia e in Ticino vanno rispettati i limiti acustici locali (regolamenti comunali/cantonali) soprattutto nelle ore notturne. Soluzioni: modelli “silenziosi”, schermi fonoassorbenti, modalità notturna, eventuale installazione interna.
4. Quanto costa una pompa di calore in edificio esistente?
Ordini di grandezza (quota a carico del proprietario dopo incentivi):
- Edificio già ben isolato: 15.000–20.000 € (aria-acqua)
- Edificio parzialmente riqualificato: 25.000–30.000 € (con alcuni radiatori nuovi e isolamento sottotetto/solaio)
- Edificio non riqualificato con sistema ibrido: spesso l’opzione con investimento netto più basso, grazie al riutilizzo della caldaia esistente e agli incentivi.
5. Quali incentivi sono disponibili?
- Italia: Conto Termico 2.0, Ecobonus/Bonus Casa, eventuali forme residue di Superbonus, incentivi regionali.
- Ticino: Programma Bâtiments (isolamento e sostituzione generatori fossili), contributi cantonali per pompe di calore aria-acqua e geotermiche, eventuali programmi federali (ProKilowatt).
Le aliquote e i massimali cambiano nel tempo: è fondamentale verificare i bandi e le guide aggiornate (GSE per l’Italia, siti del Cantone Ticino e del Programma Bâtiments per la Svizzera).
6. Posso tenere la caldaia a gas/gasolio?
Sì. I sistemi ibridi (pompa di calore + caldaia esistente) sono particolarmente adatti agli edifici esistenti:
- La pompa di calore copre la maggior parte del fabbisogno annuo
- La caldaia interviene solo nei picchi di freddo o in caso di guasto
- In Italia e Ticino sono spesso ammessi agli incentivi, purché la pompa di calore copra una quota significativa del carico.
7. Quanto dura l’ammortamento?
Dipende da:
- livello di isolamento dell’edificio
- differenza di costo tra energia elettrica e gas/gasolio
- entità degli incentivi
In molti casi:
- Sistema ibrido: 8–12 anni rispetto a una nuova caldaia a gas
- Pompa di calore + riqualificazione parziale: 12–18 anni
- Pompa di calore senza riqualificazione con JAZ bassa: tempi di ritorno molto lunghi, da valutare con attenzione
8. Cos’è il punto di bivalenza?
È la temperatura esterna alla quale la potenza resa dalla pompa di calore non è più sufficiente da sola e deve intervenire la caldaia di supporto. Tipicamente tra -2 °C e -8 °C. Nei sistemi ibridi moderni questo punto è gestito anche in funzione dei prezzi dell’energia e dell’eventuale produzione fotovoltaica.
9. Serve un tecnico/consulente energetico?
Non è sempre obbligatorio, ma è fortemente consigliato quando:
- il consumo supera 150 kWh/m²a
- si prevede una riqualificazione dell’involucro
- il caso è complesso (condominio, edificio vincolato, impianti centralizzati)
In Italia può redigere APE, Legge 10 e pratiche per incentivi (GSE, ENEA); in Ticino può seguire la pratica CECE e le domande di contributo cantonali.
10. Una pompa di calore funziona anche a -20 °C?
Sì. Le pompe di calore aria-acqua moderne funzionano fino a circa -20/–25 °C. Il COP si riduce però sensibilmente. In Italia e in Ticino temperature inferiori a -10 °C sono rare e di breve durata, quindi l’impatto sulla JAZ annua è limitato. In condizioni estreme può intervenire una resistenza elettrica integrata o la caldaia del sistema ibrido.
La serie completa sulle pompe di calore
- Pompa di calore: la guida completa – Panoramica generale
- L’“anti-frigorifero”: come funziona una pompa di calore? – Fondamenti fisici
- Componenti: scambiatore, compressore e valvola di espansione – Dettaglio componenti
- Indicatori e dimensionamento delle pompe di calore – COP, JAZ, SCOP
- Modalità di esercizio: monovalente, bivalente e ibrido – Spiegazione modalità
- Tipi di pompe di calore e combinazione con il fotovoltaico – Tipi & combinazioni con FV
- SCOP spiegato: il coefficiente di prestazione stagionale – Valutare correttamente l’efficienza
- Impostare correttamente la pompa di calore: guida pratica – Curva climatica, bilanciamento, JAZ
- Calcolare la potenza della pompa di calore – Dal carico termico alla taglia corretta
- Costi delle pompe di calore: acquisto, esercizio, incentivi – Panoramica costi
- Pompa di calore in edificio esistente: requisiti, soluzioni e costi – Lei è qui
Calcolare il carico termico e dimensionare la pompa di calore
Per una decisione fondata serve il calcolo del carico termico dell’edificio. Utilizzi i nostri strumenti gratuiti: